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TAKE PROFIT senza ripensamenti!!!

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Se è vero che l’analisi tecnica è la “guida assoluta ed unica” delle mie decisioni di investimento sul mercato azionario italiano è giusto che le prese di beneficio scattino oggi, puntuali e totali sull’intero portafoglio in essere.

La sensazione di aver comperato alcuni titoli a prezzi forse imbattibili rimane, ma se l’impulso ad accumulare in posizione LONG sino al 70% del portafoglio azionario era venuto grazie alla splendida divergenza rialzista che potete vedere sul grafico a seguire, è altrettanto vero ed evidente che adesso siamo arrivati “sotto resistenza” e che la prudenza appare d’obbligo!

Mi ero prefisso come obiettivo area 21,250 e ci siamo sostanzialmente arrivati o, se preferite, i pochi punti che mancano non giustificano la permanenza in overnight di un portafoglio così “carico”.

“Vendi, guadagna e non pentirti”, motto che ho applicato oggi alla lettera e che mi ha permesso di raggiungere il nuovo record di rendimento del mio Servizio Segnali Azionario Italia, con un rotondo +21.38%.

Unico rammarico, forse, la fretta nel liquidare TELECOM ITALIA: se mi fossi fumato un sigaro magari ci avrei fatto un rotondo +6%, ma non sono perfetto e non punto ad esserlo…

In definitiva, mercati ancora long ma la “convenienza” del rapporto rischio/rendimento non mi sembra favorevole, ergo mi tiro fuori e mi godo i gain con i miei abbonati.

A domaniiiiiiii

 

FTSE MIB: possiamo salire ancora almeno verso area…

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Per me non è finita! C’è ancora spazio di ascesa e se solo si svegliassero un pò i bancari…

Il grafico del nostro indice parla chiaro e la prossima area di resistenza è a 21.200 punti circa. non prima! Fino ad allora si può/deve ancora salire e quindi mi porto al 70% di esposizione LONG sul mio servizio Segnali Azionario Italia!!!

 

Quanto al FTSE, il grafico parla chiaro e se dopo la forte spinta mattutina giunta da utilities & company si passa a comperare sui bancari… ci divertiremo!!!

Ftse Mib a metà del guado: scenari attesi e titoli appetibili

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Di seguito riportiamo l’intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.

Il Ftse Mib fatica a superare l’ostacolo di area 20.700. Vede ancora margini di upside o si aspetta una flessione dai livelli attuali?

Ritengo ancora che per il Ftse Mib ci sia la strada ancora libera per portare avanti il rialzo in direzione dei 21.200/21.250 punti, dove riterrei esaurita la fase di spinta attuale.

C’è da dire che, nonostante l’oro abbia raggiunto una grande resistenza e innescato una piccola correzione, che avrebbe dovuto favorire un rimbalzo dei listini azionari, la seduta odierna di questi ultimi rimane abbastanza fiacca, con il Dax30 sulla parità.

Questo mi sorprende un po’ e parlando del Ftse Mib, dall’osservazione del grafico allegato appare chiaro il target rialzista a 21.200/21.250 punti, ma è altresì vero che l’eventuale cedimento di area 20.450 rappresenterebbe una battuta d’arresto potenzialmente anche molto compromettente per questa fase di ascesa.

Ribadisco che dal punto di vista tecnico non vedo ostacoli ad una prosecuzione della salita, ma sta di fatto che in questo momento non c’è a Piazza Affari quella rotazione settoriale che è un po’ la linfa di tutti i rialzi.

La prima gamba rialzista è stata pilotata dalle utilities e chi continua a latitare sono i bancari che dopo una partenza un po’ più brillante questa mattina, hanno perso forza relativa strada facendo.

Il rischio che questo rialzo, ancora possibile, è che i bancari manchino all’appello e se non ci sarà rotazione settoriale il Ftse Mib ritornerà verso il basso.

Se Piazza Affari deve salire lo deve fare con i titoli del settore bancario che per ora purtroppo non rispondono in senso positivo.

Al momento il Ftse Mib è in una zona equidistante dal target rialzista che vedo in zona 21.200/21.250 e il potenziale obiettivo al ribasso, in area 20.000, che sarebbe raggiunta in caso di cedimento dei 20.450 punti.

Siamo esattamente a metà strada e credo che a questo punto il tutto sia delegato a variabili esterne e la debolezza odierna del Dax non aiuta.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali indicazioni ci può fornire per entrambi?

Unicredit si dimostra caratterizzato da maggiore forza relativa rispetto ad Intesa Sanpaolo e ha un supporto dinamico intermedio in zona 9,75 euro che per me è un buy.

Rimango rialzista su Unicredit e sono long tanto su questo quanto su Intesa Sanpaolo, ma non c’è dubbio che negli ultimi mesi la performance relativa del primo sia stata superiore a quella del secondo.

Su Unicredit mantengo la posizione long che stopperò sotto i 9,74 euro e vedo un piccolo ostacolo in area 10,4 euro.
Una chiusura giornaliera al di sopra di questo livello secondo aprirà la strada ad un grande rialzo, ma per il momento non arriva.

Per Intesa Sanpaolo la situazione è un po’ più delicata e in questo caso l’area statica interessante è in zona 1,86 euro che è stata già mollata.

Sto lavorando quindi su un’ipotesi di divergenza rialzista che oggi si va ad infrangere contro la prima resistenza.

Manca anche per Intesa Sanpaolo reattività da parte dei compratori e solo una chiusura sopra 1,86 euro rappresenterebbe un via libera potente al rialzo, sia per il superamento della vecchia area statica che ora funge da resistenza, sia per la violazione della prima dinamica discendente che transita appunto in zona 1,86 euro.

Personalmente mantengo la posizione long su Intesa Sanpaolo con prudenza e stop stretto, ma un vero apprezzamento lo potremo leggere solo con una chiusura giornaliera sopra 1,86 euro.
Sotto area 1,79/1,78 euro questa idea verrà meno e quindi bisognerà stoppare la posizione long su Intesa Sanpaolo.

Azimut continua a spingersi in avanti e a mostrare più forza del mercato. Il titolo può salire ancora nel breve?

Uno dei motivi per cui sono tuttora confortato sull’ipotesi che Piazza Affari possa spingere, è dato proprio dal grafico di Azimut.

Il titolo ha perso velocemente terreno, ma ha anche recuperato con una discreta brillantezza.
Non dimentichiamo che Azimut è il risparmio gestito per eccellenza, quindi evidentemente soffre nelle fasi di debolezza del listino.

Il recupero in atto, che ha portato il titolo sopra la prima resistenza in area 16 euro, dovrebbe avere una prosecuzione almeno verso zona 16,9 euro, dove l’analisi andrà rivisitata.

Azimut non mi dispiace, anche se non lo compro adesso perchè bisognava farlo più sulla debolezza. Vedo un supporto molto interessante in zona 15,35/15,35 euro e se il titolo manterrà questa soglia potrebbe caratterizzarsi per essere una delle azioni che legge meglio le dinamiche future del mercato.

Azimut per me è long e quasi automaticamente rimane tale anche Piazza Affari.

Fca oggi mostra una buona intonazione sulla scia dei rumor relativi ad una possibile ripresa del dialogo con Renault. Qual è la sua view su questo titolo?

I rumors sulla possibile riapertura di un dialogo con Renault sono quelli che stanno guidando l’andamento odierno di Fca.

Il titolo si caratterizza per una perfetta bandiera, quindi si muove in una flag con una zona statica a 11 euro e una resistenza a 13,5 euro.

Per quanto possa sembrare un intervallo anche ampio, si tratta comunque di un trading range, quindi eventuali posizionamenti anche aggressivi su Fca sono subordinati alla fuoriuscita da questi livelli.

Chi si muove all’interno di quest’area tecnica fa bene a comprare la debolezza e a vendere la forza.

Quanto ad un posizionamento meno di breve, bisognerà aspettare una chiusura di Fca sopra i 13,5 euro o sotto gli 11 euro, e personalmente per il momento continuo a trascurare il titolo.

Telecom Italia sta provando ad allontanarsi dai minimi storici. Vede ulteriori sviluppi positivi dai livelli attuali?

Sull’azienda Telecom Italia non ho un parere così brillante a livello di fondamentali, ma mi sembra innegabile che il titolo abbia costruito un bellissimo doppio minimo con divergenza rialzista in area 0,432/0,433 euro.

Prescindendo da valutazioni esterne, graficamente parlando Telecom Italia è un buy e lo dimostra il fatto che anche in queste giornate di pseudo debolezza o neutralità di Piazza Affari, continua a tentare di mantenere il segno più.
Non mi sembra un buy speculativo, ma quasi più da tenuta, con stop sotto i recenti minimi.

Se dovesse innescarsi nuovamente un ciclo positivo sui mercati azionari, non escluderei un ritorno di Telecom Italia verso area 0,55 euro, con un rapporto rischio-rendimento straordinario.

Tra i titoli più venduti negli ultimi tempi, questo a mio avviso è uno dei più interessanti e lo sto seguendo con attenzione.

FTSE MIB, un recupero che aspetta solo le banche per spiccare il volo

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Le ultime dinamiche rialziste di Piazza Affari sono state sviluppate in “totale assenza” del mondo bancario, decisamente penalizzato dal contesto economico poco favorevole.

Eppure, la recente conferenza di Mario Draghi ha “teso una mano” ad alcuni dei nostri istituti più rappresentativi, come Intesa Sanpaolo e Unicredit, che potrebbero “approfittare” dell’ennesimo allentamento della politica monetaria della BCE e approfittare ancora una volta di “liquidità a buon prezzo”.

Diverso il discorso per le nostre “banche minori” che saranno invece alle prese con problematiche necessità di riallineamento dei conti senza poter attingere alla liquidità immessa nel sistema dalla BCE.

Che stia partendo una bella “rotazione settoriale” favorevole ai bancari?

 

 

Ma, si sa, Piazza Affari “ruota” su pochi titoli e INTESA E UNICREDIT la fanno da padrone.

Orbene, oggi si nota qualcosa di nuovo: in una seduta ancora improntata al rialzo risalta – finalmente – la buona performance dei bancari che guidano il recupero.

Che stia partendo una bella “rotazione settoriale” favorevole ai bancari? Se così fosse, come visibile sul grafico a seguire, per Piazza Affari ci potrebbe essere ancora molto spazio al rialzo.

 

Borse: atteso rimbalzo di breve. Eur/Usd verso cambio di passo?

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L e Borse sono in una fase risk-off, con un eccesso di breve che dovrebbe portare a dei potenziali recuperi anche interessanti. L’analisi e le strategie di Pietro Paciello.

Di seguito riportiamo l’intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L’euro-dollaro si è riportato sopra quota 1,12, mentre il dollaro-yen resta a poca distanza da area 108. Quali indicazioni ci può fornire per questi due cambi?

Il recupero dell’euro-dollaro è sicuramente l’aspetto più evidente della giornata di ieri. Il recupero è partito nella notte tra domenica e lunedì sulla debolezza che almeno nelle prime battute ha interessato i mercati azionari.

C’è stato quindi il classico movimento di fly to quality del dollaro, ossia si vende il biglietto verde perchè c’è una fase risk.off in corso.

Devo dire che dopo la partenza brillante di ieri dell’euro-dollaro, c’è stato un recupero delle Borse e quindi mi sarei aspettato una decelerazione del cambio che al contrario si è mantenuto su valori elevati.

A questo punto ribadiamo il livello di resistenza tecnica che avevamo già citato in precedenti interviste. Invito a monitorare con attenzione una chiusura giornaliera dell’euro-dollaro sopra area 1,123-1,124, oltre alla piccola zona statica successiva a 1,1255.

 

Se l’euro-dollaro, che è ormai in fase di compressione da diversi mesi, dovesse riuscire a superare i suddetti livelli tecnici di resistenza, prescindendo forse anche dal quadro intermarket generale, potrebbe davvero fare molto bene.

Per il momento l’euro-dollaro rimane inserito in un trend ribassista e fino a quando non supererà l’area di resistenza significativa di cui ho parlato prima, per me sulla forza continua ad essere da vendere.

C’è una fase di azione e reazione rispetto alla percezione del rischio, ma per avere una view definitiva aspetterei una chiusura dell’euro-dollaro sopra 1,125.

Se il cross riuscirà a superare questa barriera, a quel punto diventerà long e anche aggressivo, con obiettivo a quota 1,15/1,16.

Per il dollaro-yen il movimento è assolutamente logico e coerente. Se è vero che c’è stata vendita di dollari contro euro, giustamente c’è stata una vendita di biglietto verde anche contro lo yen, che insieme al franco svizzero è una valuta rifugio.

Non sarei sorpreso però da un rimbalzo del dollaro-yen nelle prossime ore e dovrebbero farlo anche i listini azionari. Mi sembra che il Dax ad esempio ha toccato un livello tecnico molto rappresentativo e potrebbe dare vita ad un recupero da ipervenduto.

E’ giusto sottolineare che eventuali rimbalzi del dollaro-yen e quindi della propensione al rischio, sono comunque rimbalzo da ipervenduto. La situazione rimane critica e la tendenza ribassista resta particolarmente conclamata.

Se il dollaro-yen riuscirà a mantenere i minimi di ieri, vedo una potenziale proiezione rialzista verso la prima resistenza stimabile in area 109,15/109,2. Questo è un ostacolo importante che per essere superato avrebbe bisogno di qualcosa di più di un timido rimbalzo dell’azionario.

L’oro sta allungando il passo con decisione ben oltre la soglia dei 1.320 dollari. Il movimento rialzista in atto è destinato a proseguire?

L’oro mantiene la coerenza di quanto detto fino a poco fa: c’è stata fuga dal rischio e il bne rifugio per eccellenza ne ha approfittato, con una candela di grande profondità, come spesso avviene.

La violazione di area 1.300 ha innescato di nuovo un processo rialzista abbastanza potente e probabilmente il grafico dell’oro è quello tecnicamente più preciso.

A questo punto soffre un po’ di eccesso di comprato e quindi non sono da escludere piccole correzioni qualora l’azionario dovesse recuperare ancora.

Al contrario se le Borse dovesse sfondare i minimi di ieri, l’oro proseguirà la sua ascesa e andrà magari prima o poi a farci vedere quel target in area 1.350 dollari di cui stiamo parlando da diverso tempo.

Nello scenario di breve vedo un eccesso di comprato sugli indici azionari e di venduto sui beni rifugio, quindi per il momento qualunque cosa dovesse accadere la andrei a classificare come una logica reazione da eccessi.

Da qui a parlare di inversione ne passa: per me l’azionario è compromesso al ribasso e la mia idea rimane sempre quella di vendere la forza, quando arriverà, ma al momento non se ne vede.

Continua ad essere tutto molto debole, i rimbalzi sono asfittici e le variabili intermarket principali confermano questo scenario.
Siamo quindi in pieno risk-off con un eccesso di breve che dovrebbe portare a dei potenziali recuperi interessanti.

Il petrolio ha imboccato un sentiero opposto a quell’oro con una pesante flessione nelle ultime sedute. Cosa si aspetta per questo asset?

Il petrolio ha accusato una discesa rovinosa la scorsa settimana, ma anche eccessiva.
Credo che l’oro nero abbia raggiunto delle soglie di venduto troppo elevate e sui miei grafici vedo disegnarsi una divergenza rialzista.

Sto comprando petrolio in questo momento in una view palesemente contraria rispetto al primario che è ribassista.
Sto operando sull’oro nero con leva ridotta per andare a catturare un rimbalzo che dovrebbe trovare un ostacolo non indifferente in area 57 dollari.

A questo punto ribadiamo il livello di resistenza tecnica che avevamo già citato in precedenti interviste. Invito a monitorare con attenzione una chiusura giornaliera dell’euro-dollaro sopra area 1,123-1,124, oltre alla piccola zona statica successiva a 1,1255.

Fino a questo soglia c’è spazio per recuperare e il rapporto rischio-rendimento per chi come me è riuscito a comprare sui minimi delle scorse ore è assolutamente percorribile, visto che lo stop va fissato sui recenti minimi, con target a 57 dollari.

Alla luce di quanto detto fino ad ora cosa si aspetta dunque per le Borse?

La cosa che mi più piaciuta molto ieri per il Dax è stata la tenuta del 38,2%, ossia il primo livello di Fibonacci.
L’indice tedesco ci è arrivato alla velocità del suono, ma la reazione che ne è scaturita mi sembra molto consistente.

Credo che il Dax, e il rischio in generale, abbia trovato una piccola base interessante per rimbalzare e potrebbe tentare di andare a chiudere la discesa con gap partita venerdì scorso.

Per l’indice tedesco vedo quindi una proiezione verso area 11.850/11.900, dove probabilmente realizzerà nuovamente un pull-back ribassista.

Mi sembra che il rimbalzo cui stiamo assistendo sia interessante e credo che abbia buone probabilità di successo, guardando il dollaro-yen e l’oro.

In questo momento alleggerirei il piede dallo short sull’azionario e, come sto facendo, mi porterei in allocazione long di breve con stop sotto i minimi di ieri.

In sintesi sui livelli attuali le Borse a mio avviso sono più da comprare che da vendere.