Home Analisi Intermarket Borse ad un test cruciale. Previsioni su petrolio, oro e Eur/Usd

Borse ad un test cruciale. Previsioni su petrolio, oro e Eur/Usd

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L’euro-dollaro oscilla intorno a quota 1,12 dopo il forte recupero dai minimi, mentre il dollaro-yen prova a difendere l’area dei 106. Cosa si aspetta per questi due cross nel breve?

La recente reattività dell’euro-dollaro è stata ben anticipata da una bella divergenza rialzista, ma tutto sommato non mi sembra abbia generato degli spunti direzionali particolarmente significativi.
Il cross rimane inserito in un contesto discendente e vive una lenta agonia ormai da tanto tempo.

Probabilmente conviene a tutti un euro debole, sicuramente all’Europa, che rafforza peraltro il tentativo di di Trump di riaffermare il “dollar power”, ossia il potere del dollaro come valuta mondiale.

Non mi sembra che ci sia un’attività di mani forti e non mi pare che la BCE sia molto interventista.
I movimenti degli ultimi mesi sono caratterizzati esclusivamente da una logica di trading range, senza particolari o significativi riferimenti intermarket.

Nel breve vedo l’euro-dollaro leggermente ipercomprato, ma sta disegnando da circa tre giorni delle figure di forte indecisione che sono propedeutiche ad un pronto, ma modesto spunto direzionale.

Potremmo avere una logica ancora rialzista verso area 1,128 dove il cross incontrerà una resistenza dinamica molto interessante.

Nel caso in cui invece ci fosse una fase di decelerazione dai livelli attuali che non escluderei in ottica di stretto trading, l’area 1,1125/1,1130 mi sembra la soglia di atterraggio del cross.

Nel lungo si legge ben poco, mentre nel breve potrebbero esserci piccole spinte direzionali, ma nulla che vada a caratterizzare l’euro come driver della situazione e non mi sembra che i tempi siano maturi per ciò.

Guardando il grafico, tolta una fase di eccesso di breve, si nota che  l’euro-dollaro ha rispettato con estrema precisione la prima resistenza dinamica sulla sua strada e l’eventuale rottura dei recenti massimi porterà ad un allungo verso quota 1,1285/1,13.

Questa soglia sarà da considerare come area target visto anche il contesto estivo.

Un po’ più interessante il discorso per il dollaro-yen perchè parlando di grafici di breve, quindi con una dinamica H4, intravedo una logica divergenziale rialzista.

C’è da dire però che per il momento questa struttura non si sta innescando, ma se dovessi puntare su uno dei due cross, a livello di costruzione tecnico-teorica mi piace di più il dollaro-yen.

Anche per questo sto provando a comprare qualcosa e ritengo che il cross possa allungare bene con un target a 107,7 e stop sul doppio minimo disegnato di recente a 105,50.

Mi sembra che il dollaro-yen abbia una struttura rischio-rendimento long più interessante di quella dell’euro-dollaro.

L’oro si è riportato poco sotto area 1.500 dollari dopo l’ultima corsa al rialzo. Avremo nuovi ripiegamenti nel breve?

Come anticipato più volte in passato, nel momento in cui l’oro ha violato al rialzo la soglia dei 1.350 dollari ha dato un inequivocabile segnale di forza.

So che molti stanno cercando di intercettare/anticipare un’inversione del gold, ma a me sembra davvero molto pericoloso.

L’oro è diventato palesemente rialzista ed evidentemente area 1.500 dollari può rappresentare una soglia squisitamente psicologica, visto che qui di tecnico non c’è nulla.

Nel breve il gold è molto in ipercomprato ed eventuali movimenti correttivi potrebbero anche verificarsi, ma sconsiglierei un posizionamento al ribasso ora.

Solo in caso di cedimento di area 1.450, che reputo improbabile, potrebbe far partire un movimento correttivo degno di nota che avrebbe come target area 1.350 dollari.

C’è anche da dire che se da una parte la Borsa americana sta rimbalzando un po’ dai recenti minimi, i listini azionari sono ancora sotto resistenza, quindi è anche legittimo e logico che l’oro sia così in forma e questo non mi sorprende onestamente.

Il petrolio ha subito un netto arretramento di recente. Le vendite sono destinate a proseguire?

Il petrolio ha rotto al ribasso un’area di supporto dinamico che credevo avrebbe resistito di più e mi riferisco alla soglia dei 53,5/53,8 dollari.

Il disegno è ancora a scendere, ma nel breve è bene fare attenzione perchè con il minimo segnato ieri il petrolio non si è fermato in una zona casuale.

L’oro nero ha infatti disegnato un perfetto doppio minimo e per il momento vedo con discreta probabilità l’ipotesi di un rimbalzo del petrolio che potrebbe estendersi fino ad area 54,2 dollari, dove si realizzerebbe un pull-back ribassista.

Sono dell’avviso che in questo momento sia da assecondare una dinamica di ricopertura al rialzo e che lo short sia da rivalutare solo in caso di ritorno stabile al di sopra dei 54 dollari al barile.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali scenari è possibile prevedere per le Borse?

Il metronomo del mercato è riconducibile ormai ai tweet di Donald Trump che è straordinario nella sua capacità di intervenire al momento opportuno.

Avendo verificato che a livello intermarket gli asset non sono significativi sul fronte valutario, mentre si sono già espressi sul versante, mi sembra che un grafico da guardare con attenzione sia quello dell’S&P500.

Dopo l’abbandono anche molto violento di area 2.880, abbiamo visto un forte ribasso che si è arrestato su un perfetto canale laterale rialzista che indichiamo nel grafico allegato.

L’S&P500, malgrado l’esiguità dei volumi estivi, si muove con precisione tecnica straordinaria e ora sta realizzando un tentativo di pull-back.

Questo è un momento in cui mi aspetto che Trump agisca, perchè il mercato ha una chiamata molto secca e precisa.
Se Trump vuole veicolare la situazione ha la possibilità di negare il recente breakout ribassista e dare un innesco long anche potente, ma sempre in ottica di trading.

A mio parere i mercati azionari nel lungo sono compromessi e vanno shortati sulla forza e quanto più rimbalzano meglio è.

Se l’S&P500 dovesse riuscire a chiudere sopra 2.910/2.915 punti oggi, non escluderei nuovi allunghi che portino anche a rivedere i massimi storici, ma ne sarei onestamente sorpreso.

Se al contrario venisse abbandonata area 2.900 correrei a vendere azioni.
Chi ha ben operato sui recenti minimi a mio avviso sui livelli attuali ha una evidente opportunità di monetizzare il rimbalzo recente, ma a livello intermarket non vedo grandi indicazioni per un posizionamento aggressivo al ribasso sulle Borse.

Manterrei un atteggiamento conservativo e dedicato ad un’attività di mordi e fuggi.

Ribadisco che lavoro su due asse temporali: su quello di lungo sono negativo per l’azionario, mentre su quello di breve mi limito a seguire la tendenza che è rialzista, anche se l’S&P500 in questo momento sta testando un livello chiave.

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