In linea con quanto già espresso nell’intervista del 19 luglio scorso, ribadisco la mia view ribassista su Piazza Affari, confermata peraltro oggi dai bellissimi take profit scattati su due short che avevo in portafoglio su Azimut e Unicredit.A mio avviso il Ftse Mib ha segnato dei massimi relativi importanti, destinati a durare abbastanza a lungo, quantomeno per il resto dell’estate, e sarei sorpreso se così non fosse.

Dal punto di vista squisitamente tecnico la discesa dell’indice è partita in seguito ad una bella divergenza ribassista e il breakout dei 22.100 punti ha rappresentato l’innesco della dinamica short.

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Credo che quest’ultima possa trovare un livello di sostegno molto lontano, perchè il primo supporto dinamico interessante che vedo per il Ftse Mib è in zona 20.500.

Con le fisiologiche pause di accumulo e distribuzione, il mercato troverà un’area supportiva molto distante dai prezzi attuali e io ho intenzione di rimanere short fino a quando non sarà raggiunta.

Solo il superamento dei recenti massimi in area 22.350 di Ftse Mib mi farebbe cambiare idea, diversamente il target al ribasso è in area 20.500.

C’è quindi tanto spazio al ribasso e soprattutto per i bancari la discesa è partita in maniera violenta e mi sembra che possa esserci un po’ di eccesso di breve.

Altri titoli invece si devono ancora avviare al ribasso e quindi hanno ancora spazio, per cui con un po’ di sagacia e pazienza si rimane short e si costruisce un portafoglio in questa direzione perchè ci sono ancora diverse opportunità da cogliere al ribasso.

Unicredit oggi accusa un pesante ribasso, mentre si sta difendo meglio Intesa Sanpaolo alla vigilia dei conti. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Avevamo espresso già un giudizio negativo nell’ultima intervista su Unicredit e non possiamo fare altro che ribadire questa view.

Come detto prima ero posizionato al ribasso su questo titolo e sono uscito questa mattina ma solo perchè ho realizzato un gain importante e non per motivazioni tecniche particolari che mi abbiano indotto a chiudere lo short.

Dopo il triplo massimo in area 11,75 euro, vedo Unicredit orientato verso i minimi dell’anno in area 9,9 euro.
Nel caso in cui dovesse palesarsi la forza sul titolo, a mio avviso sarà da vendere e personalmente sarò pronto ad intervenire nuovamente.

Stante la forza che il movimento sta assumendo adesso, anche Intesa Sanpaolo inizia a diventare piuttosto pesante al ribasso.

A differenza di Unicredit, l’unico riferimento che posso vedere per Intesa Sanpaolo è il recente triplo minimo da cui era partito in area 1,8 euro.

Da evidenziare che il titolo ha tenuto un po’ meglio di Unicredit negli ultimi giorni, ma adesso sta accelerando la discesa e sta bucando un supporto dinamico interessante.

Se è vero che sono uscito da Unicredit, potrei anche considerare uno switch short su Intesa Sanpaolo.
Prescindendo da quelle che possono essere le mie prossime mosse, dal punto di vista tecnico bisogna fare attenzione alla chiusura odierna.

Se il titolo si fermerà sotto quota 1,96 euro sarà spacciato al ribasso e potrebbe andare a rivedere i minimi dell’anno.

Telecom Italia oggi perde nettamente terreno dopo aver vissuto però di recente una fase di crescita rilevante. Qual è la sua view su questo titolo?

Telecom Italia è stato il titolo più brillante degli ultimi giorni e proprio quelli saliti più degli altri sono le nuove prede dei venditori.

Non passi inosservato che quando ieri Telecom Italia ha realizzato l’ultimo strappo rialzista, è arrivato a quota 0,525 euro dove c’era una bella resistenza intermedia.

Non mi sembra che il titolo si stia muovendo tecnicamente male, fermo restando che in area 0,525 euro ci sono state sicuramente prese di beneficio.

Attenzione ora alla tenuta di quota 0,49 euro, perchè un cedimento in chiusura giornaliera di questo livello, supporto dinamico di breve, saranno dolori.

Non sono ancora posizionato su Telecom Italia, ma non nascondo che in caso di chiusura sotto 0,49 euro potrei farci un pensierino per un posizionamento short.

Azimut sta accelerando al ribasso dopo la debolezza dei giorni scorsi. I livelli attuali offrono già un buon punto di ingresso per nuovi acquisti?

Sono ancora posizionato al ribasso su Azimut e ci sono due motivazioni chiave che inducono a rimanere short.
La prima è di analisi tecnica, visto che il titolo presenta una divergenza ribassista e personalmente l’ho shortato in area 17,5 euro al breakout del primo supporto.

Azimut sta approcciando il secondo supporto e in caso di chiusura sotto i 16,8 euro diventerà uno short ancora più concreto.

La seconda motivazione che mi induce a rimanere posizionato al ribasso è che Azimut rientra nel settore del risparmio gestito.

Se ho ragione il mercato si allontanerà nelle prossime settimane dai massimi relativi segnati di recente e tutto il comparto del risparmio gestito ne soffrirà, compreso Azimut che tenderà ad enfatizzare i movimenti ribassisti, così come accaduto con quelli rialzisti.

In ottica difensiva valuterebbe un posizionamento su Enel?

Enel ha performato molto bene da inizio anno, ma qualche giorno fa ha bucato con una velocità mostruosa area 6,4 euro con divergenza ribassista.

Enel quindi è più short di altri titoli menzionati prima, anche se non c’è dubbio che abbia delle caratteristiche difensive e questo potrebbe favorire una dimensione ribassista meno profonda e meno volatile di altri titoli.

A mio avviso proprio Enel è il termometro della situazione a Piazza Affari: sicuramente è meno aggressivo dei bancari tanto al rialzo quanto al ribasso, ma è più short di Intesa Sanpaolo tecnicamente parlando.

Proprio l’impostazione di Enel è a mio avviso la conferma del fatto che il mercato è al ribasso ora.
Per il titolo vedo un supporto non prima di area 5,85 euro, dove si potrà ragionare sulla tenuta strutturale o meno.
Nel breve Enel è al ribasso e a mio avviso 5,85 euro è un livello che vedremo.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Un altro titolo che sia giusto menzionare oltre ad Enel in termini di peso specifico sull’indice è ENI.

Quando vediamo anche questo titolo caratterizzato da una divergenza ribassista e dal breakout del supporto a 14,65 euro, abbiamo la chiara dimostrazione/conferma che il mercato nella sua struttura portante ha un’intonazione ribassista.

Attenzione quindi a rimanere long a Piazza Affari perchè se sorprenderà a mio avviso lo farà al ribasso e non certo al rialzo.

La mia idea è che il Ftse Mib abbia chiaramente definito la strada del futuro e per i prossimi mesi sarà ribassista almeno fino ad area 20.500.

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