Home Azionario Italia Piazza Affari: la correzione è solo agli inizi. I titoli chiave

Piazza Affari: la correzione è solo agli inizi. I titoli chiave

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Di seguito riportiamo l’intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.

Il Ftse Mib oggi sta accusando un netto arretramento, scivolando sotto i minimi delle ultime sedute. Come cambia lo scenario a Piazza Affari alla luce del movimento odierno?

Dal punto di vista squisitamente tecnico, come già segnalato in precedenti interviste, aspettavo da un po’ di tempo questo tipo di movimento su Piazza Affari, perchè mi sembrava un po’ troppo esasperata al rialzo e quindi poco interessante sotto il profilo rischio-rendimento.

L’unica situazione tecnica che in parte potesse concretizzarsi e quindi attirare la mia attenzione era lo short.
Da questo punto di vista avevamo già evidenziato in altre interviste prima di quella odierna che non c’era pressione ribassista per diversi motivi.

In primis per il fatto che gli indici azionari americani sono stabilmente in area massimi storici e tolta un po’ di debolezza del Dax30, non si può certo dire che ci sia uno scenario sell-off sui mercati azionari.

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Prescindendo da questa valutazione generale, per quanto riguarda nello specifico il grafico del Ftse Mib, era in formazione una bella divergenza ribassista, il cui innesco doveva essere la rottura di area 22.050, avvenuta nella seduta di ieri.

Già da ieri quindi il mercato è più da vendere che da comprare, anche se nel pomeriggio il Ftse Mib ha recuperato e chiuso poco sopra la parità.

Oggi però è arrivata una candela ribassista ben definita, una classica bearish engulfing pattern, e direi che in questo caso la divergenza si va a concretizzare in maniera perfetta secondo quelli che sono i canoni di questo modello di analisi.

A livello strutturale Piazza Affari ora è diventata short di breve, non di lungo, e salvo che Wall Street non tiri tutti i mercati al rialzo, per il Ftse Mib segnalo due livelli interessanti.

Il primo è a quota 21.260 punti e il secondo è dato dalla zona psicologica e tecnica dei 21.000 punti.
Si tratta di livelli che assocerei ad un mercato che resta saldamente rialzista di lungo, ma che sta percorrendo una strada ribassista nel breve.

Personalmente sono moderatamente short su Piazza Affari e mi preparerò a chiudere le posizioni in area 21.260 o in area 21.000 di Ftse Mib.

Osservando il grafico allegato, è evidente che il target reale è più in basso, perchè il vero supporto dinamico dell’indice transita in area 20.200, ma per arrivare fin lì devono passare dei giorni e dovremo vedere dei segnali di forte correlazione anche da parte degli altri mercati, compresi quelli statunitensi.

Per me Piazza Affari è short di breve e mi sembra che oggi assistiamo ad un flusso di vendite abbastanza copioso, che colpisce peraltro il settore storicamente più propenso allo short e più vulnerabile, quale quello bancario.

Per il Ftse Mib a mio avviso è scattato un segnale short che verrà meno solo nel caso di rivisitazione dei massimi di periodo poco oltre area 22.300.

Tra i bancari oggi Unicredit accusa una flessione più pesante di quella di Intesa Sanpaolo. Cosa può dirci di questi due titoli?

Con il mio servizio segnali e con l’attività personale sull’azionario sono short su 4 titoli su 10 e uno di questi è Unicredit.

Su questo titolo c’è una bella divergenza ribassista e inoltre mi è piaciuto molto in ottica short il tentativo ripetuto e fallito di superamento di area 11,76 euro.

Si è creata una zona statica o alternativamente definibile quadruplo massimo, che evidentemente rappresenta in questo momento uno spartiacque tra un mercato ribassista e uno rialzista su Unicredit.

Coniugando la divergenza ribassista e il quadruplo massimo a 11,76 euro, sono andato short sul titolo con obiettivo di lungo che mi sembra quasi improponibile in area 9,9 euro, ma non credo che per ora Unicredit possa esprimere una tale violenza al ribasso.

Se parliamo di obiettivi di breve che sono in questo momento il mio target, credo che il titolo possa fare una capatina in area 10,85/10,8 euro.

In questa zona personalmente inizierei a chiudere le posizioni short su Unicredit, salvo valutare il mercato nella sua interezza. Il titolo tornerà long sopra 11,76 euro in chiusura giornaliera.

Non volendo espormi in maniera eccessiva al ribasso sul settore bancario, ho scelto Unicredit per lo short, anche perchè su Intesa Sanpaolo l’appeal ribassista mi sarebbe venuto qualora fosse riuscito a chiudere un gap a 2,0975 euro.

Il titolo ci è andato vicino, ma non lo ha colmato, e la chiusura di questo gap mi avrebbe fatto ipotizzare uno short anche su Intesa Sanpaolo.

Ricordo a tutti che tra i due big del settore bancario, Unicredit è sempre quello che amplifica i movimenti, tanto al rialzo quanto al ribasso.

Per questo motivo preferisco essere short su Unicredit, fermo restando che anche Intesa Sanpaolo è messo abbastanza male.

ENI e Saipem perdono terreno malgrado il tentativo di recupero del petrolio. Qual è la sua view su questi due titoli?

ENI è un altro dei quattro titoli su cui sono short e anche in questo caso l’input è arrivato da una divergenza ribassista abbastanza evidente.

Il titolo è andato a violare il supporto dinamico a 14,6/14,55 euro, per cui è short da questo livello e non da oggi.
ENI sta seguendo il ritracciamento del petrolio e ricordo che si tratta del titolo più pesante del nostro listino.

La matrice direzionale in questo momento a Piazza Affari è data dai bancari, ma essendo ENI il più pesante tra le blue chip, non può che adeguarsi allo stato dell’arte.

Quando i mercati cambiano direzione, i fondi e i gestori di patrimoni devono equilibrare il basket e nel fare ciò rispetto al benchmark dato dal Ftse Mib, non possono non vendere anche ENI, visto il suo peso nel paniere di riferimento.

Per Saipem vale un po’ il parallelismo fatto poco fa tra Intesa Sanpaolo e Unicredit.
Nel bene e nel male Saipem enfatizza i movimenti, ma a livello tecnico ho preferito shortare ENI perchè aveva le caratteristiche divergenziali che non ho visto invece su Saipem.

Se avessi avuto anche su quest’ultimo titolo una logica ribassista più definita, probabilmente lo avrei preferito per lo short, visto che Saipem è più veloce nei movimenti.

Il titolo al momento lo vedo in maniera abbastanza neutrale, segnalando un grande supporto in area 4/3,95 euro.
per il momento non sono operativo su Saipem perchè non sono riuscito ad intercettarlo da un punto di vista tecnico.

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Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Direi che oggi sto regalando il servizio ai non abbonati, segnalando che sono short anche su Azimut e il motivo è quello di seguire la corrente che in questo momento indica una potenziale correzione di Piazza Affari.

Azimut segue la corrente in maniera esemplare, presenta una divergenza ribassista e sta continuando a scendere dopo aver violato il supporto a 17,5 euro che è stato il mio punto di ingresso short.

C’è un prossimo sostegno abbastanza vicino in area 16,55 euro, dove deciderò cosa fare, cioè se chiudere la posizione e portare a casa il gain, oppure sperare in una rottura del supporto a 16,55 euro.

In quel caso la posizione su Azimut nata in ottica di trading potrebbe trasformarsi in qualcosa di più consistente.

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