Ftse Mib: c’è il rischio di un segnale short. Titoli nel mirino

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Il Ftse Mib sta indietreggiando anche oggi dopo aver aggiornato i massimi dell’anno la scorsa settimana. Il rialzo è da considerarsi concluso almeno per ora?

Premetto che il rialzo di Piazza Affari è stato ancora una volta rivitalizzato da fattori esterni che nulla hanno a che vedere con i grafici e l’analisi tecnica.

Volendo comunque continuare a ragionare, come è giusto che sia, in termini di evidenza tecnico-grafica, segnalo al momento sul Ftse Mib una evidente divergenza ribassista che però non ha ancora innescato un movimento short consolidato.

Un’eventuale chiusura dell’indice sotto i 21.700/21.650 punti, primo supporto dinamico, darebbe sicuramente l’avvio ad una nuova dinamica ribassista.

Il primo obiettivo è in area 21.000, con target di esaurimento in zona 21.250 punti.
Per il momento Piazza Affari sta vivendo semplicemente una fase di decelerazione e di rallentamento dell’upside attuale.

Ripeto, si presenta una divergenza ribassista e normalmente queste hanno un’ottima percentuale di successo, quindi per me è un alert potenziale sul Ftse Mib che si innescherà però solo con una chiusura giornaliera sotto i 21.700 punti.

Si va consolidando abbastanza concretamente ora per ora il rischio di un segnale short e faccio fatica a pensare che, sui prezzi attuali e con l’attuale dinamica di forte ipercomprato in divergenza short, ci sia ancora qualcuno disposto a comprare.

Per me Piazza Affari vedrà pian piano drenare la liquidità perchè è oggettivamente in una fase di eccesso conclamata.
Faccio notare contestualmente che l’S&P500 ha raggiunto la soglia psicologica, nonchè nuovo massimo storico, dei 3.000 punti, per cui ci sono tutti i presupposti per assistere ad una fase massiva di prese di beneficio su tutti i mercati.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Banco BPM e Ubi Banca e cosa si aspetta nel breve per entrambi?

In una delle ultime interviste avevamo ipotizzato che Banco BPM avesse potuto stupire al rialzo, andando a chiudere il gap-down di inizio maggio che di fatto è stato colmato con il top di ieri.

Il titolo ha iniziato a disegnare divergenza ribassista e quindi per me questa inizia ad essere una dinamica potenzialmente short molto interessante.

Solo un superamento del massimo di ieri a 1,9755 euro darebbe a Banco BPM nuova vitalità con la possibilità di spingere verso area 2,06/2,07 euro.

Al momento sono portato ad ipotizzare che il titolo entri in dinamica correttiva, non fosse altro per la precisione con cui ha centrato e chiuso il gap-down di cui parlavo prima.

Non sono ancora entrato al ribasso su Banco BPM e sono alla ricerca di un punto di ingresso, con primo target a 1,75 euro e stop loss sopra il massimo di ieri.

Per Ubi Banca ho meno riferimenti dal punto di vista grafico e posso ipotizzare semplicemente una fase di stanchezza generalizzata del settore, quindi delle prese di beneficio.

Non mi sembra che il titolo stia transitando in un’area tecnica particolarmente significativa, quindi graficamente non mi offre nessuna sensazione particolare.

Ubi Banca si ferma in una zona molto neutrale, perchè si poteva ipotizzare che continuasse a spingere verso area 2,8 euro, mentre ai prezzi attuali si blocca nel punto di mezzo.

Il titolo non è a mio avviso interessante da tradare perchè equidistante dal supporto e dalla resistenza che ne caratterizzano l’andamento recente.

FinecoBank è colpito dalle vendite anche oggi dopo l’uscita di Unicredit dall’azionariato. Qual è la sua view su questo titolo?

La notizia della mossa di Unicredit non è una novità in quanto era stata già abbondantemente anticipata.
FinecoBank è salito molto bene negli ultimi tempi verso area 10,75 euro e su questi massimi ha disegnato una divergenza ribassista.

Un segnale di allarme che precede la sessione di ieri già c’era, ma non è ancora il momento di farlo diventare un titolo short.

FinecoBank oggi sta combattendo con il supporto in area 10,04 euro e su tenuta di questa soglia potrà ancora salire.
Una chiusura al di sotto dei 10,04/10 euro potrebbe far pensare ad un’ulteriore fase di indebolimento, con target il doppio minimo in area 9 euro.

Saipem oggi si presenta sotto pressione, mentre si difende decisamente meglio ENI. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

ENI e Saipem sono due gemelli, ma con una volatilità ben differente, nel senso che Saipem enfatizza sempre i movimenti del petrolio, nel bene e nel male.
Non sorprende che oggi il titolo scenda in maniera così copiosa, considerata la frenata dell’oro nero.

Da segnalare che in area 4,5 euro Saipem ha disegnato divergenza ribassista e se il petrolio continuerà a cedere, il titolo potrà scivolare verso i 3,95/3,9 euro, dove andrebbe a trovare un supporto dinamico abbastanza interessante.

Nuovi allunghi saranno possibili solo con una chiusura giornaliera sopra i precedenti massimi a 4,5 euro, ma al momento propendo per un ritorno verso i 4/3,95 euro, a patto che il petrolio continui ad arretrare.

Più contenuta la reattività di ENI che rimane ancora saldamento al rialzo, con una logica divergenziale abbastanza evidente.

Il titolo non ha ancora chiuso il gap-down in zona 15 euro e questo lascia aperta ancora una speranza per i rialzisti.
ENI resta long ed è ancora al di sopra del supporto dinamico e solo una chiusura sotto area 14,4 euro mi farebbe pensare ad un’importante perdita di forza relativa.

Per ENI dunque il giudizio è completamente diverso da quello di Saipem: sopra i 14,4 euro è sempre un long, ma attenzione alla divergenza e al test chiave del supporto a 14,4 euro.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Come potenziale short in preparazione segnalo CNH Industrial che presenta un’evidente divergenza ribassista.

Il titolo è salito sul doppio minimo in area 7,74 euro, si è mosso tecnicamente molto bene negli ultimi mesi, ma se oggi dovesse chiudere sotto i 9,3 euro scatterà uno short senza tentennamenti.

Se guardiamo i movimenti precedenti notiamo che sono stati molto profondi, quindi CNH Industrial potrebbe pagare molto bene al ribasso.

Su tenuta dei 9,3 euro il titolo potrebbe stupire con un ultimo allungo verso area 10 euro.

 

 

 

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