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Borse: ecco quando uscire alla svelta. Eur/Usd a fine corsa?

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Di seguito riportiamo l’intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L’euro-dollaro sta allungando il passo oggi, mentre si sta muovendo in direzione opposta il dollaro-yen. Cosa può dirci in merito ai recenti movimenti dei due cross e cosa si aspetta nel breve?

L’ultimo intervento di Draghi ha comunque rafforzato la posizione dell’euro, come peraltro nelle intenzioni del Governatore della Banca Centrale. Il movimento cui abbiamo assistito è sicuramente impulsivo, potente e interessante, ma fortemente condizionato dalle parole di Draghi.

Resta da capire se sarà un movimento che diventerà strutturale e quindi in tal caso assisteremo ad un apprezzamento dell’euro nel medio-lungo termine, o se al contrario sarà destinato ad affievolirsi.

Un’ipotesi quest’ultima da non escludere del tutto visto che recentemente la moneta unica non ha certo brillato per propensione a salire.

Dal punto di vista operativo, prescindendo dal concetto di azione e reazione, si poteva individuare su una dinamica a 4 ore, quindi di breve-medio termine, un breakout importante dell’euro-dollaro in area 1,1220 che ha fatto un po’ da dinamica di innesco di questo rialzo.

Sempre rimanendo sul breve, c’è da evidenziare che abbiamo un’area target a 1,1325/1,1330, dove l’euro-dollaro potrebbe prendersi una pausa.

Per il momento quello in atto lo configuro come un movimento squisitamente di trading, innescato potentemente sia da Draghi che da una bella divergenza rialzista.

Nulla di più per l’euro-dollaro che non mi sembra abbia cambiato faccia nel medio-lungo periodo.

Per il dollaro-yen c’è da dire che nonostante l’eccezionale stato di grazie dei mercati azionari, il biglietto verde ormai da qualche seduta perdeva terreno contro lo yen.

Il cross appare palesemente condizionato da questa lotta sulle dinamiche dei tassi di interesse tra Stati Uniti ed Europa.

Non sorprende dunque la discesa del dollaro-yen che potrebbe ancora scivolare leggermente verso il basso.
In caso di recuperi verso area 108,3 si potrebbe assistere ad un ritorno delle vendite, visto che il livello appena segnalato è un forte ostacolo per il dollaro-yen.

Quest’ultimo ora è in forte ipervenduto, ma non ha ancora trovato una base tecnica per rimbalzare con decisione.

Credo quindi che il driver per un eventuale recupero del dollaro sia l’euro e se quest’ultimo raggiungerà la resistenza di area 1,133 e si ferma, probabilmente vedremo un apprezzamento potente anche sul dollaro-yen.

L’oro ha superato con slancio la soglia dei 1.350 dollari da lei più volte segnalata nelle scorse settimana. La corsa al rialzo è destinata a proseguire?

Nel recente passato sono rimasto sorpreso dal fatto che gli allunghi dell’oro si fermassero sempre ad una distanza di sicurezza dalla grande resistenza dinamica che c’era a 1.345/1.350 dollari.

Finalmente tale soglia è stata superata e questo sarebbe in uno scenario intermarket normale un segnale di potenziale indebolimento o comunque di rallentamento della dinamica risk-on.

Vorresti imparare a leggere i segnali che arrivano dal quadro intermarket?

Le parole di Draghi hanno decisamente drogato il mercato di aspettative di denaro a basso costo e si tratta di aspettative che nel breve possono provocare movimenti anche di rapido apprezzamento, ma nel lungo vanno un po’ a palesare la parte debole del sistema.

Se si interviene sull’economia inondandola di liquidità, lo si fa perchè le cose non vanno bene e probabilmente questa valutazione ritornerà tra qualche giorno, mentre mi sembra palesemente sottostimata nell’immediato.

Tornando all’oro, a mio avviso ha invertito al rialzo, dovrebbe attrarre liquidità e di fatto lo sta già facendo.

Mi sembra un po’ troppo tirato se non falso il movimento dei listini azionari e ora sarebbe interessante assistere ad un test della trendline di resistenza bucata dall’oro a 1.345 dollari.

Se ci fosse questo pull-back con una successiva accelerazione al rialzo, a quel punto direi che l’azionario sarebbe quasi spacciato.

Il petrolio recupera con forza dopo le incertezze delle ultime sedute. Quali le sue attese per le prossime sedute?

Quadro tecnico molto bello per il petrolio che è ritornato long nel momento in cui ha chiuso sopra i 52,8/53 dollari al barile.

L’oro nero non ha particolari resistenze sul suo cammino e la prima che vedo è in zona 58,5 dollari, ma quella di lungo periodo è stimabile oltre i 60 dollari al barile.

Stop agli short sul petrolio in questo momento, visto che il trend di breve-medio periodo è rialzista vero area 60 dollari, chiaramente con fisiologiche fasi di accumulo e distribuzione.

Alla luce di quanto evidenziato fino ad ora, cosa può dirci per le Borse?

La mia sensazione è che a livello intermarket non ci siano elementi favorevoli alle Borse, visto il gold molto forte, il dollaro debole e altre variabili che normalmente hanno una correlazione inversa con l’andamento dei listini azionari.

C’è da rilevare che i mercati stanno continuando a salire e non hanno minimamente dato dei segnali di potenziale inversione o di indebolimento.

Mi piace molto evidenziare la configurazione tecnica dell’S&P500 che proprio oggi realizza un potenziale doppio massimo.

Questa è una figura che a volte porta grandi inversioni e si va a palesare in questo momento con una potenziale divergenza ribassista.

Ieri sono uscito dal mercato azionario perchè lo scenario intermarket non mi convince, ma c’è da dire che fino a quando l’S&P500 si mantiene sopra i 2.900 punti rimarrà long.

Sorprende il movimento in atto visto che l’indice sale con l’oro forte e il dollaro debole e questo non dovrebbe accadere, ma non sarà nè la prima nè l’ultima volta in cui le Banche Centrali vanno un po’ a confondere le ordinarie dinamiche di mercato.

Per quanto mi riguarda ai prezzi attuali il rapporto rischio-rendimento sull’azionario non paga, quindi io non compro più. Da qui a diventare shortisti ne passa, perchè il mercato dimostra una tenuta di fondo notevole.

Un segnale short si avrebbe con l’abbandono da parte dell’S&P500 dei 2.915 punti e qualora si scendesse al di sotto di tale soglia si potrà vedere a mio avviso la partenza di movimenti direzionali molto interessanti al ribasso.

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