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Ftse Mib a metà del guado: scenari attesi e titoli appetibili

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Di seguito riportiamo l’intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.

Il Ftse Mib fatica a superare l’ostacolo di area 20.700. Vede ancora margini di upside o si aspetta una flessione dai livelli attuali?

Ritengo ancora che per il Ftse Mib ci sia la strada ancora libera per portare avanti il rialzo in direzione dei 21.200/21.250 punti, dove riterrei esaurita la fase di spinta attuale.

C’è da dire che, nonostante l’oro abbia raggiunto una grande resistenza e innescato una piccola correzione, che avrebbe dovuto favorire un rimbalzo dei listini azionari, la seduta odierna di questi ultimi rimane abbastanza fiacca, con il Dax30 sulla parità.

Questo mi sorprende un po’ e parlando del Ftse Mib, dall’osservazione del grafico allegato appare chiaro il target rialzista a 21.200/21.250 punti, ma è altresì vero che l’eventuale cedimento di area 20.450 rappresenterebbe una battuta d’arresto potenzialmente anche molto compromettente per questa fase di ascesa.

Ribadisco che dal punto di vista tecnico non vedo ostacoli ad una prosecuzione della salita, ma sta di fatto che in questo momento non c’è a Piazza Affari quella rotazione settoriale che è un po’ la linfa di tutti i rialzi.

La prima gamba rialzista è stata pilotata dalle utilities e chi continua a latitare sono i bancari che dopo una partenza un po’ più brillante questa mattina, hanno perso forza relativa strada facendo.

Il rischio che questo rialzo, ancora possibile, è che i bancari manchino all’appello e se non ci sarà rotazione settoriale il Ftse Mib ritornerà verso il basso.

Se Piazza Affari deve salire lo deve fare con i titoli del settore bancario che per ora purtroppo non rispondono in senso positivo.

Al momento il Ftse Mib è in una zona equidistante dal target rialzista che vedo in zona 21.200/21.250 e il potenziale obiettivo al ribasso, in area 20.000, che sarebbe raggiunta in caso di cedimento dei 20.450 punti.

Siamo esattamente a metà strada e credo che a questo punto il tutto sia delegato a variabili esterne e la debolezza odierna del Dax non aiuta.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali indicazioni ci può fornire per entrambi?

Unicredit si dimostra caratterizzato da maggiore forza relativa rispetto ad Intesa Sanpaolo e ha un supporto dinamico intermedio in zona 9,75 euro che per me è un buy.

Rimango rialzista su Unicredit e sono long tanto su questo quanto su Intesa Sanpaolo, ma non c’è dubbio che negli ultimi mesi la performance relativa del primo sia stata superiore a quella del secondo.

Su Unicredit mantengo la posizione long che stopperò sotto i 9,74 euro e vedo un piccolo ostacolo in area 10,4 euro.
Una chiusura giornaliera al di sopra di questo livello secondo aprirà la strada ad un grande rialzo, ma per il momento non arriva.

Per Intesa Sanpaolo la situazione è un po’ più delicata e in questo caso l’area statica interessante è in zona 1,86 euro che è stata già mollata.

Sto lavorando quindi su un’ipotesi di divergenza rialzista che oggi si va ad infrangere contro la prima resistenza.

Manca anche per Intesa Sanpaolo reattività da parte dei compratori e solo una chiusura sopra 1,86 euro rappresenterebbe un via libera potente al rialzo, sia per il superamento della vecchia area statica che ora funge da resistenza, sia per la violazione della prima dinamica discendente che transita appunto in zona 1,86 euro.

Personalmente mantengo la posizione long su Intesa Sanpaolo con prudenza e stop stretto, ma un vero apprezzamento lo potremo leggere solo con una chiusura giornaliera sopra 1,86 euro.
Sotto area 1,79/1,78 euro questa idea verrà meno e quindi bisognerà stoppare la posizione long su Intesa Sanpaolo.

Azimut continua a spingersi in avanti e a mostrare più forza del mercato. Il titolo può salire ancora nel breve?

Uno dei motivi per cui sono tuttora confortato sull’ipotesi che Piazza Affari possa spingere, è dato proprio dal grafico di Azimut.

Il titolo ha perso velocemente terreno, ma ha anche recuperato con una discreta brillantezza.
Non dimentichiamo che Azimut è il risparmio gestito per eccellenza, quindi evidentemente soffre nelle fasi di debolezza del listino.

Il recupero in atto, che ha portato il titolo sopra la prima resistenza in area 16 euro, dovrebbe avere una prosecuzione almeno verso zona 16,9 euro, dove l’analisi andrà rivisitata.

Azimut non mi dispiace, anche se non lo compro adesso perchè bisognava farlo più sulla debolezza. Vedo un supporto molto interessante in zona 15,35/15,35 euro e se il titolo manterrà questa soglia potrebbe caratterizzarsi per essere una delle azioni che legge meglio le dinamiche future del mercato.

Azimut per me è long e quasi automaticamente rimane tale anche Piazza Affari.

Fca oggi mostra una buona intonazione sulla scia dei rumor relativi ad una possibile ripresa del dialogo con Renault. Qual è la sua view su questo titolo?

I rumors sulla possibile riapertura di un dialogo con Renault sono quelli che stanno guidando l’andamento odierno di Fca.

Il titolo si caratterizza per una perfetta bandiera, quindi si muove in una flag con una zona statica a 11 euro e una resistenza a 13,5 euro.

Per quanto possa sembrare un intervallo anche ampio, si tratta comunque di un trading range, quindi eventuali posizionamenti anche aggressivi su Fca sono subordinati alla fuoriuscita da questi livelli.

Chi si muove all’interno di quest’area tecnica fa bene a comprare la debolezza e a vendere la forza.

Quanto ad un posizionamento meno di breve, bisognerà aspettare una chiusura di Fca sopra i 13,5 euro o sotto gli 11 euro, e personalmente per il momento continuo a trascurare il titolo.

Telecom Italia sta provando ad allontanarsi dai minimi storici. Vede ulteriori sviluppi positivi dai livelli attuali?

Sull’azienda Telecom Italia non ho un parere così brillante a livello di fondamentali, ma mi sembra innegabile che il titolo abbia costruito un bellissimo doppio minimo con divergenza rialzista in area 0,432/0,433 euro.

Prescindendo da valutazioni esterne, graficamente parlando Telecom Italia è un buy e lo dimostra il fatto che anche in queste giornate di pseudo debolezza o neutralità di Piazza Affari, continua a tentare di mantenere il segno più.
Non mi sembra un buy speculativo, ma quasi più da tenuta, con stop sotto i recenti minimi.

Se dovesse innescarsi nuovamente un ciclo positivo sui mercati azionari, non escluderei un ritorno di Telecom Italia verso area 0,55 euro, con un rapporto rischio-rendimento straordinario.

Tra i titoli più venduti negli ultimi tempi, questo a mio avviso è uno dei più interessanti e lo sto seguendo con attenzione.

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